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sabato 19 dicembre 2020

#STEP26 - LA CHIMICA E GLI STRUMENTI SCIENTIFICI

Il principio chimico su cui poggia il funzionamento del Periscopio Solare è lo sviluppo fotografico, che rende visibile l'immagine latente impressa sull'emulsione fotografica, producendo il negativo o la diapositiva.

Pellicola fotografica per macchina analogica

Fotografia (dal greco Photos - Luce e Graphia - Disegno) significa “scrivere con la luce”.
I processi chimici a cui questo fenomeno è dovuto si fondano sul fatto che l’insieme di onde di varia lunghezza d’onda o frequenza sono capaci di modificare le molecole di varie sostanze che perciò vengono dette fotosensibili.

Quando si sviluppa un negativo bianco e nero, si procede estraendo la pellicola dal caricatore per poi avvolgerla in un contenitore a spirale. Questa operazione va effettuata al buio completo, tipicamente nella camera oscura oppure con una particolare sacca a tenuta di luce munita di maniche denominata "mutanda".

Successivamente la pellicola viene trattata con il rivelatore, che rende l'immagine visibile, riducendo l'alogenuro di argento esposto in argento metallico, per poi essere immersa in un bagno d'arresto che pone fine all'azione del rilevatore.

Dopo aver eliminato tutti i residui di rivelatore dalla pellicola per non contaminare il fissante, si passa al bagno di fissaggio che rende l'immagine permanente e resistente alla luce, formando complessi solubili con gli alogenuri di argento non ridotti, che entrano in soluzione. Dopo aver lavato la pellicola per eliminare il tiosolfato del fissaggio, pericoloso per la stabilità dell'immagine, perché potrebbe solforare l'argento si esegue un bagno in una soluzione di acqua distillata per evitare le macchie dovute ai sali sciolti nell'acqua. Si elimina l'acqua in eccesso con apposite pinzette ricoperte in pelle di camoscio (o anche passandola fra indice e medio). Infine la pellicola viene appesa ad asciugare in una stanza priva di polvere ed è pronta per essere stampata.

Lo sviluppo della pellicola è una fase cruciale del processo fotografico. La densità e il contrasto del negativo vengono determinati, oltre che dal tipo di rivelatore usato, anche dal tempo di sviluppo, dalla temperatura dei bagni, dall'agitazione della tank (contenitore a tenuta di luce).

martedì 8 dicembre 2020

#STEP23 - LA NORMATIVA

Per quanto riguarda la triangolazione e la fotografia aerea vi sono alcune norme varate dal Congresso ISPRS, che permettono il corretto funzionamento ed uso dello strumento nelle sue varie applicazioni: Normative ISPRS.

Tale congresso venne creato nel 1910, in coincidenza con le prime applicazioni in questo campo, per mano del austriaco Eduard Dolezal, con il nome di International Society for Photogrammetry (ISP), per poi essere cambiato nel 1970 con International Society for Photogrammetry and Remote Sensing (ISPRS) per adeguarsi meglio alle nuove scoperte tecnologico scientifiche.


#STEP22 - UN MANUEALE D'USO

Manuale d'uso del Periscopio Solare:

Passo 1: programmare i piani di volo sulla quale verranno effettuate le riprese aerofotogrammetriche.

Passo 2: Tramite l'utilizzo dell'obiettivo principale e grazie alla bussola magnetica, verificare le coordinate della posizione prescelta nella fase precedente


Carta Aeronautica


Passo 3:  Tramite l'attivazione dell'Otturatore a Ghigliottina, il quale consente ad una contemporanea apertura dei nove obiettivi, si fotografa il terreno.

Passo 4: l'immagine del suolo, catturata durante la fase precedente, rimane impressa su alcune pellicole che fanno parte della struttura della macchina stessa 

Pellicole fotografiche




mercoledì 21 ottobre 2020

#STEP 5 - IL PRINCIPIO FISICO

 Il Periscopio Solare è composto dalla camera solare destinata a fotografare il disco solare, dal magazzino della pellicola con i relativi congegni per il funzionamento automatico della bussola magnetica del direzionale giroscopio e dello statoscopio.

Allo scopo di poter raccogliere sulla pellicola l’immagine del sole, quali siano la sua altezza sull’orizzonte la direzione della rotta (prua dell’aereo) la camera solare munita di nove obiettivi, dei quali uno centrale che raccoglie direttamente un campo conico di circa 60° ed otto superfici, ciascuno dei quali, mediante una sola riflessione attraverso un sovrastante prisma, raccoglie un campo di circa 55° in senso verticale e di circa 45° in senso orizzontale.

Tutti i prismi sono incollati fra loro e collegati da un anello in vetro sottostante.

Un semplice otturatore ghigliottina comandato elettricamente consente la rapida contemporanea apertura di nuovi obiettivi in ciascuno degli istanti nei quali la macchina da presa principale, la quale per gli scopi solidale, fotografa il terreno.

Nello stesso istante due indici di riferimento diametralmente opposti intorno al gruppo dei prismi, vengono illuminati mediante lampadine elettriche e la loro immagine viene fissata sulla pellicola, mediante un adatto sistema di prismi ed un obiettivo.